Esce raramente. I figli vivono altrove.
La giornata passa tra il televisore e la finestra. Non è malato: è solo. E la solitudine, a lungo andare, fa ammalare davvero — declino cognitivo, depressione, più ricorso ai servizi sanitari.
9 servizi sotto lo stesso tetto: il nido, la scuola dell’infanzia, i percorsi per l’autismo, lo spazio anziani, Spazio Inscì, la formazione e il teatro. Non convivono soltanto — si parlano ogni giorno.
Una parrocchia, due associazioni, una cooperativa sociale e una fondazione gestiscono il polo insieme e decidono in un unico comitato.
Anziani soli e famiglie con fragilità vivono porta a porta, ma non si incontrano mai. Agorà 3.0 nasce per far succedere quell’incontro, tutti i giorni, dentro le attività ordinarie.
La giornata passa tra il televisore e la finestra. Non è malato: è solo. E la solitudine, a lungo andare, fa ammalare davvero — declino cognitivo, depressione, più ricorso ai servizi sanitari.
Marco ha una diagnosi di autismo. I servizi per i bambini finiscono, quelli per gli adulti non sono ancora cominciati. Nel mezzo, il vuoto — e anni di lavoro abilitativo che rischiano di andare persi.
Gli anziani entrano nelle aule dei bambini. I ragazzi con autismo preparano il caffè agli anziani. I bambini portano vita dove c’era silenzio.
Un nido piccolo, dove ogni bambino è conosciuto per nome. Saturo da anni: la domanda del quartiere supera stabilmente i posti disponibili.
Novanta bambini in una scuola paritaria che lavora sulle competenze socio-emotive tanto quanto su quelle cognitive.
Presa in carico precoce e intensiva per bambini con autismo e disabilità intellettiva, con metodi scientificamente validati.
Il centro diurno socio-riabilitativo per minori con autismo, in trasferimento nella sede di San Giuseppe.
La grande novità del polo: un posto dove un anziano può semplicemente esserci, e incontrare bambini che lo ascoltano con gli occhi spalancati.
Ascolto, orientamento e accompagnamento per le famiglie che frequentano il polo e per quelle del quartiere, a cura della Fondazione San Gaudenzio.
Laboratori intergenerazionali, teatro, orto, musica e cucina condivisa.
ogni mercoledì, 10:00–11:00
Gli anziani portano le storie, i bambini portano la meraviglia. Un'ora in cui il quartiere di cinquant'anni fa diventa…
ogni martedì, 09:30–11:00
I nonni portano il sapere delle stagioni, i bambini la curiosità di chi vede qualcosa per la prima volta.
ogni venerdì, 10:00–12:30
Ricette di una volta, prodotti di stagione, sapori condivisi. Si cucina insieme e si pranza insieme.
Ogni tappa ha una data e uno stato di avanzamento, aggiornati man mano che il polo cresce.
4 tappe
3 tappe
3 tappe
3 tappe
Teatro e sala convegni, sala formazione, bar e cortile: 4 spazi in cui i servizi si incontrano ogni giorno, e che presto si apriranno anche alle iniziative del quartiere.
Ogni obiettivo del progetto ha un indicatore, una linea di partenza e un traguardo. I dati sono pubblici e aggiornati: chi ci sostiene deve poter verificare, non solo fidarsi.
Alla Parrocchia di San Giuseppe otto servizi cominciano a parlarsi. Un polo dove ogni età è di casa.
L’uno ha qualcosa che l’altro non ha ancora — o non ha più. Questo scambio vale più di qualsiasi servizio, e le neuroscienze lo confermano. Serve chi lo rende possibile.